L’obbligo di accesso alla rete informatica per gli edifici di nuova costruzione

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19 marzo 2016 di Studio Ferraroni

La L. n. 164/14 di conversione del Decreto Sblocca Italia ha comportato, fra le tante novità, anche l’obbligo di promuovere e predisporre negli edifici l’adozione delle nuove tecnologie di rete. La normativa impone negli edifici nuovi o in quelli soggetti a importanti lavori di ristrutturazione, la predisposizione alla banda larga o alla fibra ottica, mediante la realizzazione di opportune infrastrutture. Il T.U. Edilizia (D.P.R. n. 380/01) stabilisce, infatti, che “tutti gli edifici di nuova costruzione per i quali le domanda di autorizzazione edilizia sono presentate dopo il 1 luglio 2015 devono essere equipaggiati con un’infrastruttura fisica multiservizio passiva interna all’edificio, costituita da adeguati spazi installativi e da impianti di comunicazione ad alta velocità in fibra ottica fino ai punti terminali di rete”. Stesso obbligo è previsto per quegli edifici che subiranno “pesanti ristrutturazioni”, quali ad esempio, modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti o che comportino mutamenti della destinazione d’uso (solo per gli immobili compresi nelle zone omogenee A). Gli edifici conformi a questi obblighi potranno esporre la targa ‘predisposto alla banda larga’, un’etichetta volontaria e non vincolante che potrà essere utilizzata ai fini della cessione, dell’affitto o della vendita dell’immobile. La L. n. 164/14 nel proporre misure per facilitare il cablaggio degli edifici esistenti, stabilisce che gli operatori che forniscono reti di comunicazione elettronica e che intendono posare le proprie reti in fibra ottica in adiacenza ad aree di proprietà privata e condominiale, possano farlo semplicemente comunicandolo con raccomandata al proprietario o all’amministratore del condominio. Se entro 30 giorni i proprietari non esprimono il proprio diniego, l’operatore può procedere con i lavori: detti interventi di cablaggio dei fabbricati non costituiscono innovazione e non sono, quindi, soggetti all’approvazione dell’assemblea condominiale.

Fonte: CONDOMINIOOGGI

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